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Alessandra e Laura

“Ho sempre pensato che ad un certo punto della mia vita sarei stata mamma, ho sempre creduto che il senso della mia vita, quello vero, sarebbe stato di crescere una creatura con amore, cura e dedizione. Poi arriva il lavoro e l’amore per un’altra donna, e allora quella consapevolezza inizia a tremare, inizio a pensare che forse va bene così, che non avrei comunque tempo per crescere un figlio, che la mia vita è piena e ricca di amore anche così, che sono già fortunata ad aver trovato l’amore della mia vita. Ma non volevo rinunciare al pensiero di essere madre senza andare a fondo nella questione, prima di capire se potevo essere madre. Perchè magari quello che mi faceva pensare che non volevo era la paura di capire che non potevo. E continuavo a pensare a cosa avrei raccontato a mio figlio se fossimo ricorse all’inseminazione da donatore anonimo. Era un pensiero con cui ho dovuto fare i conti tutti i giorni. Ho iniziato a parlarne con la mia compagna, lei non ha mai rifiutato l’idea, le ho raccontato quello che avevo studiato cercando su internet, leggendo storie di chi ci era passato e così abbiamo iniziato a parlarne, non era un pensiero ossessivo nè un argomento fisso di conversazione, ma un qualcosa che ogni tanto tornava e ne parlavamo. Abbiamo pensato di usare il seme di una persona amica, magari il fratello della mia compagna per avere i suoi stessi geni, lui si era anche offerto spontaneamente. A quel punto abbiamo capito che lo volevamo davvero e che volevamo che fosse tutto nostro senza il rischio che una terza persona rivendicasse diritti su di lui o che soltanto sentisse un legame speciale con nostro figlio. Nostro figlio doveva essere solo nostro. Poi abbiamo incontrato famiglie di donne con figli e ho iniziato a credere che un bambino può essere felice con due mamme e senza conoscere la metà del suo patrimonio genetico.Le prime cliniche che ho trovato navigando in rete sono state quelle di Copenaghen ed in seguito anche una spagnola, ma la Vitanova era quella su cui tornavo sempre per capire bene come funzionava l’inseminazione, ho trovato tutto molto chiaro, le risposte a tutte le mie domande, ho cominciato a pensare che non sarebbe stato poi così difficile, che non ci sarebbe stato niente di ospedalizzato, nessuna visita, nessuna stimolazione ormonale. La mia compagna ha lasciato che mi informassi io  e quando le ho raccontato dell’approccio della Vitanova non ha avuto dubbi. Abbiamo scritto una mail di presentazione alla clinica e abbiamo ricevuto subito risposta. Abbiamo preso appuntamento telefonico con un’ostetrica italiana con cui abbiamo parlato un’ora di tutti gli aspetti. Abbiamo acquistato il seme del donatore alla European Sperm Bank e indicato Vitanova come indirizzo di spedizione. Una settimana dopo, il test di ovulazione era positivo, siamo partite nel pomeriggio e fatto l’inseminazione il giorno dopo. E’ stata un’esperienza bellissima ed emozionante. La magia di Copenaghen aiuta a rendere la cosa più bella e romantica. L’inseminazione ci ha fatto sentire vicine, eravamo noi due insieme a farla, la mia compagna ha potuto spingere il seme dentro di me, un piccolo gesto che l’ha resa partecipe non solo con il cuore. Subito dopo siamo rimaste distese abbracciate e ci siamo commosse. Questo primo tentativo non è andato a buon fine, ci abbiamo riprovato dopo meno di due mesi, ugualmente bello ed emozionante, solo che avevamo i piedi più posati per terra, e cercavamo di non illuderci troppo. E invece è stata la volta buona. Dopo due settimane il test era positivo ed è iniziata la nostra avventura di mamme. La gravidanza è andata benissimo ed è stato bellissimo portare in grembo il nostro bambino. La reazione di tutte le persone intorno a noi è stata la stessa, tutti felici per noi, complimenti e auguri da tutti. Con un bambino in arrivo abbiamo iniziato a dire a tutti che eravamo una coppia e che saremmo diventate mamme e una famiglia. E poi è arrivato lui, il nostro meraviglioso bambino. E’ stato tutto semplice e naturale. Ho letto e sentito tante storie di tentativi falliti che mettono a dura prova chi come noi vuole diventare genitore e sappiamo di essere state molto fortunate. La nostra storia è una di quelle che prova che con un po’ di fortuna ce la si può fare senza dover superare grandi ostacoli. Chiunque desideri diventare genitore dovrebbe avere la possibilità di provarci. E’ l’amore che crea una famiglia”

Grazie,

Alessandra e Laura con Enrico

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