La mia esperienza con Vitanova è iniziata a gennaio 2010 dopo aver passato un paio di mesi a cercare online cliniche per l’inseminazione. Ho 34 anni, sono italiana, single e gay, e l’inseminazione all’estero era l’unico modo per avere un bambino.

Ho scelto Vitanova perché tra tutte le cliniche che ho trovato online è stata l’unica in cui mi sono sentita ben accolta in quanto gay, in cui la procedura mi è sembrata molto semplice (questionario, analisi, e colloquio), e c’è stata da subito un’ottima comunicazione.

A differenza di quanto capita in Italia, non ci sono stati tempi d’attesa e tra analisi e colloquio telefonico sono passati appena 10 giorni.

Subito prima di partire però ho deciso di fare una ecografia di controllo dalla mia ginecologa, per essere sicura fosse tutto a posto, e lì ho avuto il primo intoppo. Mi è stato diagnosticato un polipo (benigno) e ci sono voluti 7 mesi per la biopsia, l’intervento per rimuoverlo, e un checkup a distanza di 2 mesi dall’intervento.
E’ stato stressante aspettare 7 mesi, ma dato che sapevo che subito dopo avrei potuto provare l’inseminazione ero comunque tranquilla.

Finalmente a settembre sono stata pronta per partire per Copenaghen.
Ho controllato l’ovulazione mattina e sera con gli stick, appena è risultato positivo ho prenotato un volo e un hotel online e sono partita 6 ore dopo.

Ho fatto 3 tentativi di inseminazione doppia (due inseminazioni per ogni ciclo) a settembre, a ottobre e a novembre e per tutte e tre le volte il risultato è stato negativo.

Non pensavo di avere nessun tipo di problema, quindi non mi aspettavo 3 risultati negativi.
Alla terza inseminazione una delle ostetriche di Vitanova mi aveva consigliato, nel caso anche questo tentativo non avesse funzionato, di provare con un supporto ormonale. Il primo passo in questo senso era fare un bilancio ormonale per controllare se c’era qualcosa che non andava. Col senno di poi penso che forse avrei potuto decidermi a farlo prima, ed evitare tentativi a vuoto e delusioni.

Avevo temporeggiato perché l’idea di trovare qualcosa che non andava mi spaventava, e mi sembrava di cominciare un percorso senza fine fatto di analisi e di tentativi falliti. Ho un paio di amiche che da anni si dibattono tra analisi, inseminazioni, fecondazioni in vitro, e la strada sembra sempre in salita.

Invece nel mio caso la soluzione è stata veloce, a riprova che non sempre, pur avendo qualche problemino, il risultato positivo sia difficile da ottenere.

Infatti, nonostante le analisi abbiano rilevato ipotiroidismo (confermato nel giro di 2 settimane con una ecografia alla tiroide), e iperprolattinemia, entrambi i problemi erano facilmente risolvibili con una terapia farmacologica e dopo soli 2 mesi i valori erano rientrati nella norma.

Il primo tentativo dopo la terapia è stato quello fortunato e sono rimasta incinta. Il 3 dicembre è nata la mia bimba, Clara, e non potrei essere più felice.

Ciò che mi sento di dire, a chiunque voglia intraprendere questo percorso, è di affidarsi totalmente all’esperienza delle ostetriche di Vitanova e soprattutto di non farsi spaventare dai primi insuccessi. Non sempre infatti la strada è lunga, e se dovesse esserci un problema non sempre la soluzione è difficile.

Mi ci è voluto un anno per rimanere incinta tra polipo, ipotiroidismo e iperprolattinemia, però ripercorrendo a ritroso il percorso fatto, posso dire che è stato facile e che è stata un’esperienza intensa e meravigliosa.

Guardando Clara che dorme nella sua culla penso che ne sarebbe valsa la pena anche se il percorso fosse stato più lungo e difficile.

Isabella, 34 anni